Prozac – Terza età

 

Stasera, durante l’ennesimo attacco di sconforto di fronte ad un lavoro che non mi capacito di fare (un attacco dura circa 20 minuti.. ennesimo indica che supera di sicuro la mezza dozzina, ergo calcolate voi quanto fa in totale), mi son dedicato per una ventina di minuti (la precisione, non è da tutti!!!) ai miei dvd di Scrubs: è stato il turno di uno degli episodi più belli, il numero 6, “il mio musical”, di cui vi riporto un breve assaggio

e allora penso: come cambierebbe la mia giornata se ogni momento fosse come un atto di un musical di 24 ore (24 ore perchè dall’ultima revisione con gli insegnanti è emerso quanto segue:

Io: professoressa, le occhiaie sono dovute al fatto che purtroppo ho dormito solo 4 ore per completare la tavola per oggi, non è a causa della droga

Prof: 4 su 24? ma non c’è nessun criterio! Perchè 4? E-

Io: e lo so, ma purtroppo-

Prof: no lasciami finire: con quale criterio 4 e non 3? o 4 e non 5? Vedi, non si regge in piedi, non c’è criterio, logica, armonia! Fai che abolirle e mettici una rampa, ecco, una qui, una lì, un’altra là di sbieco, così è diventa tutto a norma) e punto-interrogativo-che-si-riallaccia-alle-due-parole-prima-di-questa-enorme-parentesi-?

Ripensando alla giornata di oggi, direi che le cose cambierebbero in meglio, perchè almeno tutti i momenti imbarazzanti di oggi non sarebbero stati sottolineati da un imbarazzatissimo silenzio di tomba, ma magari da un’allegra musichetta stile Cats o, se vogliamo andare sul drammatico/muiono tutti dolorosamente e atrocemente, stile Notre Dame de Paris:

 anzichè stare seduto in aula a fissare l’etere mentre la professoressa alla cattedra cercava di richiamare la mia attenzione per darmi un suggerimento, magari il tutto poteva essere sotituito da un qualcosa tipo “Goodmorning Baltimore!”, oppure, il sentire due vecchi ingegneri con tanto di papillon verde su camicia bianca sbeffeggiare gli studenti ingegneri si sarebbe potuto trasformare in una conversazione reppata stile Fabri Fibra (che odio con tutto me stesso, nb), oppure (e con questa tocco il fondo), lo stare seduto sul pullman di ritorno a casa con a fianco una vecchietta di 70 anni vestita in stile americano anni 60 con occhalai monolente (per intenderci, la Zia Etta o come si chiama di “la Tata”) che ti fissa con disgusto, sarebbe potuto diventare un botta e risposta al suono di “Nessuno mi può giudicare, neppure tuu!”..

A rifletterci bene, cantando tutta la strofa, verrebbe fuori un simaptico abbinamento (adesso sto raschiando il fondo: non mi basta averlo solo toccato)

Lui: “nessuno mi puòòòò giudicare, nemmento Tu!!”

Magistrato, sottovoce: “La veritààà fa male, lo so!”

 

E proprio qua volevo giungere: non voglio disquisire sulla persona: lo fa già da solo, riuscendoci alla perfezione. Disquisisco invece su chi lo circonda: o meglio, un video disquiserà (si dice??) per me, in modo molto eloquente.

L’ho trovato su suggerimento di una cara amica, e sinceramente non posso resistere dal diffonderlo. Buona visione!

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